Portfolio
Come ti catturo l’anima in un click.

![]()
A un amico puoi dire tutto. A un cliente devi dire ancora di più. Perché l’amico a cui hai dato un consiglio forse non verrà a dirtelo se hai sbagliato. Il cliente, invece, quell’errore te lo verrà ad urlare in italiano, inglese, sanscrito ed esperanto.
Ad un cliente che è anche amico devi dunque dirlo, ripeterlo, quasi imporlo. In questo caso non eravamo d’accordo con l’idea iniziale di chiamare un nuovo marchio nel modo lungo in cui ci veniva proposto. In ambito fotografia e digital printing, poi, ancor di più: le immagini parlano rapidamente, sono dei flash, degli attimi istantanei, dei click che dicono tutto, quindi serviva un naming breve, moderno, che raccontasse le mille rapidissime emozioni che quel mondo trasmette.
Abbiamo dunque inventato “DGtales”, cioè avventure digitali (che è poi il pay-off), con ‘digit’ scritto in 3 lettere (DGT) per mezzo di un “acronimo fonetico”; ‘tales’ (= avventure), che è tutto dire, specie in un settore che è in continuo affascinante divenire.
Il marchio, poi, è un obbiettivo fotografico che cattura e rilascia pixel futuribili di immagini, quasi una porta interspaziale fra mondi. Quello del passato e quello del futuro. Quello del reale e del fantastico. Quello delle cose e quello delle immagini che le rappresentano.
Gli indiani d’America pare non amassero farsi fotografare perché temevano gli venisse “rubata” l’anima: ma è proprio quello che deve fare una bella foto, è proprio quello che deve fare un buon naming.